EDUCAZIONE SENTIMENTALE, ovvero l’amore al tempo di Instagram

Educazione sentimentale. Ovvero, l’amore al tempo di Instagram
di e con  Valentina Brusaferro e Martina Pittarello

regia: Valentina Brusaferro
co-produzione Dedalofurioso

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SCHEDA TECNICA
Approfondimenti 

LA TRAMA DELLO SPETTACOLO

I protagonisti della storia sono Samuele, un ragazzo adolescente, sua madre Laura e il loro difficile rapporto. Samuele non è più un bambino, ha lasciato la riva sicura dell’infanzia e naviga a vista, non sapendo ancora quale sarà l’approdo; cerca faticosamente il distacco dai propri genitori. Sua madre Laura, assolutamente impreparata a questo cambiamento, è angosciata su come ci si debba comportare di fronte ad un figlio che stenta a riconoscere. A tutti chiede consiglio: al marito , all’amica, alla sua estetista di fiducia, ai manuali del “genitore perfetto”, ad Alexa ..Samuele intanto si avventura su strade in cui la mamma non può più avere controllo.Cerca una risposta ai molti interrogativi che riguardano la sessualità, corteggia la compagna Julie via WhatsApp, con l’amico Chico condivide confidenze e riti di passaggio. Il mondo degli adulti a cui guarda, a parte qualche rara eccezione, offre uno spettacolo piuttosto desolante, fatto di poca consapevolezza e di molti stereotipi e pregiudizi..

IL PROGETTO

Proponiamo uno spettacolo dedicato ai ragazzi a partire dai 13 anni, che si rivolge anche al mondo degli adulti e si interroga su temi legati all’affettività, la sessualità, l’educazione dei sentimenti nell’adolescenza. Il progetto approda ad una forma teatrale dopo un lungo periodo di studio e di indagine. In particolare, abbiamo intervistato ragazze e ragazzi dai 13 ai 16 anni, chiedendo che cosa fosse per loro la bellezza, l’amore, la sessualità, l’autonomia, l’amicizia, il rapporto con il loro corpo, il rapporto con i loro genitori. Da qui siamo partite.
Le risposte dei ragazzi spesso ci hanno sorpreso e ci hanno portato in una direzione diversa da quella in cui avevamo immaginato di andare. Abbiamo ascoltato le loro storie, il loro punto di vista sul mondo, i loro racconti sinceri, e a partire dalle loro parole abbiamo costruito la drammaturgia. In più occasioni abbiamo poi incontrato ragazzi, genitori, insegnanti, esperti per verificare l’efficacia dei contenuti e fin da subito abbiamo constatato che l’argomento era molto sentito, e non solo dagli adolescenti.
Il nostro spettacolo ha debuttato i il 2 febbraio 2020 al Teatro Civico di Schio, alla vigilia del primo lockdown.
Se già prima della pandemia l’argomento ci era sembrato importante, ora più che mai ci rendiamo conto della necessità di riproporre questi temi.

PRESENTAZIONE

“Educazione sentimentale. Ovvero, l’amore al tempo di Instagram” racconta di noi, della nostra quotidianità, dei nostri piccoli e grandi problemi da affrontare come genitori, come figli, come adulti, come amici, svelando perciò un microcosmo in cui ognuno di noi si può riconoscere, che si riflette però nel grande contenitore globalizzato della rete. Lo spettacolo svela non mostra, i personaggi si interrogano, non interpretano, le situazioni dialogano, non sono solo messe in scena, la narrazione scopre, non giudica. Il grande protagonista é l’amore e gli interpreti di supporto sono le emozioni. Le emozioni che si agitano, che si muovono, che muovono, che sequestrano, che spingono e che sbocciano in un’età così mutevole e contrastante come l’adolescenza, di fronte alla quale si specchia un mondo adulto piuttosto attonito e sprovveduto. A complicare le cose c’è uno specchio deformante: la comunicazione nell’era digitale, che riflette una visione schizoide della realtà in cui siano tutti immersi e di cui dominiamo poco o nulla il linguaggio. E se il teatro potesse ancora educarci? Condurci fuori da questo mondo liquido e portarci a guardare dentro, in un atto autentico, intimo, a scoprire la semplicità e la complessità che si agita dentro ognuno di noi? E renderci davvero tutti più umani.

La spettacolo è consigliato per un pubblico di minimo 13 anni

#adolescenza #bellezza #identità #metamorfosi #sessualità #amore
#amicizia #social #stereotipi #pregiudizi

APPROFONDIMENTI:
in  questa pagina puoi trovare alcuni articoli sull’argomento.

Dicono di noi i ragazzi dopo aver visto lo spettacolo:

Mi sembrava di sentire tutte le cose che provo nei momenti brutti e nei momenti belli. A volte vorrei dire tante cose ma non so come fare. Ho sentito tante parole che non avrei saputo dire…
(Serena, III media Bortolan, Vicenza)

Mi sono rispecchiato in questo spettacolo. Ho pensato che tante volte mi da fastidio sentire certi adulti lamentarsi e criticare i ragazzi, senza provare a capire i loro pensieri e comportamenti..
( Luca, II superiore, IST Canova, Vicenza)

I genitori e i figli sono entrambi “sulla stessa barca” e questo spettacolo mette in luce entrambi i punti di vista, credo che dopo aver visto questo spettacolo genitori e figli avrebbero molte cose di cui parlare.
( Giulia, II superiore, Liceo Fogazzaro, Vicenza)

Mi ha colpito con quanta naturalità parlano del tema…mi è piaciuto tanto: è stato molto educativo e divertente.
( Sara, III media Muttoni, Vicenza)

Si ringraziano per la consulenza scientifica:  Anna Zanellato, psicologa e sessuologa;  Elena Fabris, ostetrica;
per le interviste: i ragazzi delle scuole secondarie di Vicenza (Rossi, Canova, Pigafetta, Giuriolo); per i consigli sulla scrittura teatrale si ringrazia Giuliana Musso.
Le parole dei ragazzi  citate direttamente  nello spettacolo sono di ragazzi/e maggiorenni .

Gregorio e Michelle
Chico
Flaminia e Vittoria

IL MIO VOLO LIBERO / UNA DONNA SULL’OCEANO

Un monologo di Xenia de Luigi, che racconta la storia di Amelia Earhart, famosa aviatrice vissuta negli anni ’20 in America, con Martina Pittarello
da un’idea di Antonella Della Giustina

La storia di Amelia Earhart è quella di una donna che ha creduto nei suoi sogni, fino in fondo.  In un’epoca, gli anni 20 del secolo scorso, in cui per una donna quasi tutto era impossibile, lei ha voluto essere felice. Ha deciso che esaudire il suo grande sogno di volare fosse fondamentale non solo per ottenere la felicità, ma anche per la sua realizzazione personale e quindi, come diceva lei, “lo ha semplicemente fatto”.
Una donna pilota, la prima a compiere un volo transoceanico, a tentare il giro del mondo, era e forse lo è ancora, qualcosa di impensabile, di inconcepibile.
Eppure Amelia, si è tagliata i capelli, si è comprata un aereo e ha compiuto tutte queste imprese, più moltissime altre.
Senza preoccuparsi che il suo essere donna avrebbe potuto fermarla, senza sentirsi neanche per un minuto un essere debole o “inferiore”.
Si è presa la sua metà di cielo, con il sorriso e il piacere di volare.
Affrontando le proprie paure e godendo di ogni minuto lassù, sopra la Terra. Perché questo fanno gli eroi e le eroine dei Miti: vivono come noi non siamo in grado di fare. Vivono come vogliono.

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