Mia figlia, 12 anni, e i video porno sul telefono

Nuova educazione sentimentale
ovvero, essere belli al tempo di Instagram

Lezione-spettacolo
con Valentina Brusaferro e Martina Pittarello


Mia figlia, 12 anni, e i video porno sul telefono
(Concita De Gregorio, Repubblica, 16 gennaio 2018)

Grazie a Giacomo M., Roma

“Mamma cosa mi dicevi che era un film porno?”.

“Domanda bruciapelo di nostra figlia, 12 anni. Seconda media, scuola pubblica romana. Insegnanti con armi spuntate contro l’inarrestabile avanzata delle corazzate di Snapchat, whatsapp, Facebook, Instagram e altre Ferrari del mondo social: è girato un video porno durante la lezione, in classe”.

“Ecco: con gli smartphone abbiamo messo delle Ferrari in mano ai nostri figli preadolescenti. L’altro giorno un padre mi raccontava che al figlio di terza elementare è stato girato un video porno da un compagno di classe: 8 anni. L’altro anno nostra figlia (prima media) era l’unica in classe a non avere un cellulare. I compagni l’hanno spappolata psicologicamente fino a che non abbiamo convenuto che era meglio fornirle un telefono, condividendo le regole di utilizzo e spiegandole in maniera serena ma puntuale i rischi (non farsi riprendere in situazioni che non le piacerebbe gli altri vedessero, non scrivere offese, etc)”.

“Non possiamo tenere nostra figlia in una campana di vetro, ma davvero i mezzi social amplificano potentemente le (instabili) emozioni e pulsioni dei preadolescenti. Sono armi troppo potenti. Per carità molti di noi alla loro età parlavano di sesso, qualcuno lo praticava già, tanti si ingegnavano per sgattaiolare dal giornalaio compiacente, ma era tutto molto meno accessibile. Non veniva offerto sistematicamente trenta volte al giorno sul telefono personale”.

“Oggi se non giri video o immagini porno nelle chat dei 40enni sei un bigotto, un rompiscatole. Ho amici che sono usciti dalla chat della squadra di calcio per questo motivo, contro le prese in giro dei compagni. Ma i nostri figli è impossibile che abbiano a quella età la stessa forza morale, perderebbero quella cosa cui un preadolescente non può rinunciare: la reputazione (reale o digitale che sia, ormai sono fuse)”.

“Davvero vogliamo crescere dei ragazzi che si aspettano che le future compagne facciano prestazioni da pornostar e delle ragazze che se non eseguono le medesime hanno una reputazione da suora? E’ questo il modello che violentemente stiamo offrendo loro: essendo tutto accessibile e socialmente obbligatorio glielo stiamo imponendo”.

“Gli altri genitori mi dicono ‘sono ragazzi. Non puoi fermare la tecnologia’. Fermarla no, ma regolarla sì. Per una volta possiamo essere lungimiranti e immaginare leggi che aiutino i genitori e le istituzioni a crescere le generazioni future? La Francia sta iniziando”.

“Basterebbe imporre per legge ai vari social di mettere dei VERI parental control (quelli di oggi sono all’acqua di rose) che blocchino con un solo click almeno i video hard. O impedire giochi dove vengono adescati i nostri figli da adulti con finte utenze?”.

“Se ci fosse anche solo un politico che proponesse leggi dure al riguardo… in Italia siamo 25 milioni di famiglie. Se si avesse la statura dei nostri padri costituzionalisti, oltre a un po’ di fermezza che va sopra gli interessi delle multinazionali del digitale, sarebbe un vero plebiscito”.

“Figlia mia il porno è un mercato dove ci sono degli attori che fanno l’amore davanti a delle videocamere per guadagnarsi da vivere. Torna a studiare”.

RADIOPINOCCHIO

RADIOPINOCCHIO
da un’idea di Vasco Mirandola
con Vasco Mirandola, Martina Pittarello e Gabriele Grotto

Una inedita e divertente versione della celebre fiaba ambientata in uno studio radiofonico, è la nuova avventura della consolidata collaborazione tra Vasco e Martina, accompagnati in questa occasione dal percussionista e rumorista Gabriele Grotto.

Lo spettacolo mette insieme il piacere dell’ascolto con il gioco creativo della finzione scenica . I suoni, i rumori, le voci dei vari personaggi aiutano lo spettatore ad entrare in prima persona nelle avventure del celebre burattino, la storia diventa vera, si può quasi toccare con mano. Uno spettacolo per chi ha naso !!!

Ci troviamo in uno studio di registrazione, ma siamo a teatro. Tutto è a vista con i trucchi e gli inganni del caso: tre speaker raccontano la storia, proprio quella di Pinocchio, ma sono anche tre rumoristi e tre persone in uno studio che per divertirsi si stuzzicano, creano alleanze, disturbi, commenti e debordano dal loro compito in una complicità giocosa. E così può succedere di incontrare all’improvviso un pappagallo rasta che parla in veneto, una vecchietta appassionata alla storia che è sempre presente nei momenti cruciali, o essere trasportati da un posto all’altro da un colombo-aviatore tipo il barone rosso, o trovarsi improvvisamente nella discoteca del paese dei balocchi. Alla fine Pinocchio ha un dubbio: “Ma non sarà meglio vivere come burattino un mare di avventure, piuttosto che trasformarsi in bambino e rischiare di crescere?”

In Radiopinocchio vengono utilizzate diverse tecniche: lettura espressiva, teatro, burattini, oggetti animati, canzone, musica, rumoristica, clownerie.

Esigenze tecniche: spazio minimo 3×2 m,e oscurabile.Siamo autonomi per luci e fonica, oltre i 100 spettatori è prevista la presenza di un tecnico audio.

Consigliato : scuola primaria ( 6/10 anni), pubblico misto di adulti e bambini.

[la scheda dello spettacolo]

La Fondazione Carlo Collodi ha segnalato Radiopinocchio tra i migliori spettacoli su Pinocchio “per l’originalità e alla stesso tempo la fedeltà al testo originale” (Anna Caterina Barocco)

INFO:  3356566991
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Vasco Mirandola e Martina Pittarello, ambedue provenienti da un lungo percorso teatrale, iniziano a collaborare nel 2009 elaborando progetti legati alla lettura per adulti e ragazzi in luoghi convenzionali e non. Dal loro incontro è nato un particolare approccio a testi teatrali, poetici, o letterari, che privilegia una messa in scena sobria, giocosa e raffinata, che si avvale spesso del contributo di musicisti dal vivo. Sono tra i fondatori del coordinamento di lettori LeggereperLeggere.

Gabriele Grotto, musicista e filmaker maladense, si è dedicato alla musica etnica e latin e, negli ultimi anni, al jazz contemporaneo e alla sperimentazione. Ha partecipato a produzioni teatrali e collaborato con danzatori, attori, compositori di musica contemporanea e con musicisti della scena sperimentale dove centrale è la pratica dell’improvvisazione.

IL DIARIO DI ADAMO ED EVA

Proposta di lettura-spettacolo per spazi teatrali, teatro in casa, luoghi alternativi, parchi e giardini.

IL DIARIO DI ADAMO ED EVA
di Mark Twain

Adamo ed Eva – foto di Luigi De Frenza

Vasco Mirandola e Martina Pittarello

La guerra dei sessi è antica quanto l’umanità. Per lo meno, è ciò che Mark Twain ha scoperto “traducendo il manoscritto originale” dei diari di Adamo e di Eva. Il padre di Tom Sawyer e di Huckleberry Finn ha sovvertito il primo capitolo della storia biblica e l’ha trasformato in un esercizio di sottile umorismo, in una brillante, divertita e parodistica ricostruzione dell’incontro tra l’uomo e la donna per eccellenza, caricati di tutti gli stereotipi dell’uomo moderno. Twain, fingendo di credere al mito, si è divertito a tratteggiare le figure di un uomo e di una donna “universali” con i loro pregi, ma sopratutto i loro difetti, in cui è difficile non riconoscersi. Un mirabile esempio di equilibrio tra ironia e cronaca fantastica, il tutto avvolto dal fascino della prima struggente storia d’amore del mondo.

In un’epoca in cui l’amore eterno sembra passato di moda sia come mito romantico che come sogno degli adolescenti, Mark Twain ce ne rinnova la speranza. Il segreto è quello della tolleranza, che nell’accettazione delle reciproche fastidiose diversità consente di raggiungere il traguardo faticoso di una vita in comune. L’amore eterno qui sulla terra non è un tenero idillio, ma una laboriosa conquista.

Lo spettacolo è adatto per una programmazione serale in spazi chiusi o all’aperto. La scheda tecnica è ridotta e parzialmente autonoma.

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Adamo ed Eva – foto di Luigi De Frenza