RACCONTI DI NATALE

RACCONTI DI NATALE
Lettura e musica
Martina Pittarello e Loredana Piluso (pianoforte)
Testi di O. Henry, P. Auster, A. Merini, R. Bradbury e altri
Musiche di A. Piazzolla, F. Chopin, J. Raff, B. Bartok, brani natalizi tradizionali

L’indomani sarebbe stato Natale, e mentre i tre si avviavano verso il razzoporto, la madre e il padre erano preoccupati. Era il primo volo nello spazio per il bambino, la primissima volta che saliva su di un razzo, ed essi volevano che tutto fosse perfetto… (da “Il dono” di R. Bradbury)

Amico mio, se mi offri il pranzo ti racconto la migliore novella di Natale che tu abbia mai ascoltato… Era l’estate del ’72. Un bel mattino un giovanotto sui diciannove, vent’anni entra in un negozio e si mette a rubare qua e là… (da “Il racconto di Natale di Auggie Wren”, di P. Auster)

Il pranzo di Natale del giovane fotografo e della vecchia cieca, la fantascienza di una notte di Natale nello spazio, il richiamo a Maria nella poesia di Alda Merini, la vigilia di Natale di due giovani innamorati nell’America degli anni ’30… Storie semplici, delicate, ironiche o commoventi.
Un solido programma musicale, in cui i racconti natalizi fanno da cornice ai brani musicali.
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MEMORIE DI DONNE PARTIGIANE NEL VICENTINO

MEMORIE DI DONNE PARTIGIANE NEL VICENTINO

Incontro con l’autore, lettura e musica
Sonia Residori (commento storico), Martina Pittarello (letture),
Michela Rossato (voce) e Michele Vencato (contrabbasso)

La cultura occidentale ha fatto propria la tradizione che sancisce una stretta relazione tra l’essere donna e la pace, tra il maschio e la guerra. Sonia Residori, storica e ricercatrice vicentina, ha raccolto però numerose testimonianze di donne partigiane, che dimostrano come durante la Resistenza alcune differenze di genere vennero meno. Racconti di lotta e sacrificio con protagoniste le vicentine di allora, per ripercorrere e ricostruire quegli anni di sofferenza di una comunità intera. Attraverso un punto di vista inedito, rigorosamente al femminile.

Alcuni dei testi sono tratti da IL GUERRIERO GIUSTO E L’ANIMA BELLA L’identità femminile nella Resistenza Vicentina (1943-’45), di Sonia Residori

È prevista anche una versione con accompagnamento musicale a cura  di Martina Ferraboschi (voce e fisarmonica) e Cinzia Ferranti (voce)

Leggi recensione: articolo su VicenzaPiù

STORIE D’ACQUA E DI FIUME

STORIE D’ACQUA E DI FIUME
Lettura a due voci e musica
con Vasco Mirandola e Martina Pittarello
musiche di Giorgio Gobbo e Sergio Marchesini

Testi di G. Parise, G. Scabia, A. Barolini, L. Meneghello, A. Zanzotto, N. Pozza e altri

Quante storie succedono lungo i fiumi, quante cose hanno visto, quanti segreti custodiscono. I fiumi possono accarezzare, risplendere, ma anche ferire, distruggere. Avvenimenti, magie, misteri dei nostri fiumi in compagnia di grandi autori veneti.

“È un fiume generoso… Quando è di cattivo umore, dopo il disgelo o per lo scirocco e le forti piogge, te ne dà subito l’avviso e ti mette in guardia. Non è ipocrita, non ha segreti o trappole nelle sue acque…” (da “I fiumi di Vicenza” di A. Barolini)

Vicenza, aprile 2009, Giardini Salvi ( con Michele Sguotti e Miranda Cortes)

rassegna stampa: IL GIORNALE DI VICENZA
Sabato 16 Luglio 2011 SPETTACOLI Pagina 58

OPERAESTATE/2. Riuscita la proposta di Martina Pittarello e Vasco Mirandola a Campolongo sul Brenta
Veneto d’acqua, letteratura e nostalgia
Lorenzo Parolin

Il Brenta a fare da sfondo. I lampioncini e le seggiole preparati come per una festa di paese e, sotto i riflettori, un intreccio di musica e parole che non sarebbe dispiaciuto a Federico Fellini. Ha colto nel segno la “prima” di Operaestate a Campolongo sul Brenta con “Storie d’acqua e di fiume”, un recital affidato alle voci di Martina Pittarello e Vasco Mirandola e alla fisarmonica e chitarra di Sergio Marchesini e Giorgio Gobbo.
La formula che prevede una sequenza di letture ravvivate dall’accompagnamento musicale è consolidata e si adatta bene alle serate estive, ma “Storie d’acqua e di fiume” ha saputo offrire anche sPunti inattesi, mantenendo quanto promesso e aggiungendo pure qualcosa in più. Ha proposto, innanzitutto, un percorso coerente dalle pagine descrittive del bassanese Andrea Gastner alle immagini oniriche del “pesse bauco” a firma del padovano Giuliano Scabia. Ha raccontato, poi, un Veneto d’acqua quasi inedito andando a raccogliere storie anche lungo le rive dei fiumi minori e ha ravvivato il tutto con una parte musicale articolata come elemento portante della narrazione.
Il fiume, dunque, raccontato con quel pizzico di sana nostalgia che una serata con le seggiole e i lampioncini porta con sé: dalle pagine di “4 Novembre 1966″, data dell’alluvione che in Valbrenta alcuni ancora ricordano ai “Tre fiumi di Vicenza” dello scrittore berico Antonio Barolini. Certo, per citare il Bacchiglione e l’Astichello senza far sobbalzare i propri interlocutori, bisogna essere a distanza di sicurezza dal capoluogo di provincia, ma ben vengano le voci di Mirandola e della Pittarello se possono valere ad esorcizzare una pagina recente e drammatica della storia vicentina.
E ancora: a rievocare sulla scena un Veneto rurale che non c’è più, fatto di ragazzini che giocano sulle rive, di ! amori adolescenziali cui la fantasia fa vedere più del dovuto, di mostri d’acqua che spaventano i bambini e di mestieri scomparsi, il quartetto ha chiamato Goffredo Parise e Andrea Zanzotto, Luigi Meneghello e Neri Pozza, oltre al più recente Giovanni Abrami in un gioco efficace tra sperimentazioni linguistiche e atmosfere d’antan. Atmosfere evidenziate anche in chiusura con il “Vecchio frac” di Modugno e le note di “Amarcord” a sottolineare, in fondo, la sensazione di transitorietà che la bella stagione porta con sé. A Fellini sarebbe proprio piaciuto. Un applauso.

Campolongo sul Brenta, luglio 2011 – Sergio Marchesini Martina Pittarello e Vasco Mirandola

 

OMAGGIO A GOFFREDO PARISE

OMAGGIO A GOFFREDO PARISE
da “Il Ragazzo Morto e le comete” ai “Sillabari”

Lettura e musica
con Martina Pittarello e Gabriele Grotto (batteria e percussioni)

«Lui aveva quindici anni; mi diceva sempre che ero il suo più grande amico. Era così, infatti; chi ci vedeva mai se non a braccetto insieme? A casa mia, in giro per le strade, al cinema, seduti sotto i monumenti con un gelo maledetto, in bicicletta uno sopra l’altro, dappertutto. Nessuno ci ha mai visti sulla bicicletta di mia madre? Nessuno? Peccato! (…) Io guidavo mentre lui stava in equilibrio sul manubrio, pronto a saltare a ogni cunetta. Andavamo per le strade vicino alla stazione, tutte una buca per le bombe che le avevano squassate e per le macerie che le ingombravano. I freni se n’erano andati da moltissimo tempo ma le gomme, piene di bugne e di rattoppi provvisori, resistevano a qualunque colpo». da “Il ragazzo morto e le comete”.

Nel 1950 Goffredo Parise, allora ventenne e del tutto sconosciuto, propone a un editore della sua città un temerario romanzo «lirico e cubista” sull’amicizia tra due ragazzi: un romanzo interamente ambientato a Vicenza, l’anno dopo la fine della guerra. È Il ragazzo morto e le comete, un libro onirico e fantastico, in cui gli schemi del romanzo realista sono stravolti, in nome di un ritmo intimo, ma anche cinematografico, che allude alla fiaba.
Dalla lettura e dal racconto di questo suo primo romanzo, si attraverseranno alcuni brevi racconti, poco conosciuti e i Reportage – tra i quali il noto reportage dal Vietnam – per approdare infine alla lettura di alcune voci dei “Sillabari”.
Letture diverse per ritmo, stile e tematiche che possano rendere testimonianza del brillante e variegato talento dello scrittore.

JANE AUSTEN: RAGIONE E SENTIMENTO

JANE AUSTEN: RAGIONE E SENTIMENTO

Lettura e musica
Martina Pittarello e Luigi Marasca (clarinetto)

Storie di donne vitali e concrete, nell’Inghilterra borghese di fine Settecento. Due sorelle nell’avventurosa ricerca della loro felicità e, attorno a loro, un mondo chiuso, rigido, ipocrita, ritratto da Jane Austen con grande ironia e sarcasmo. Un capolavoro della letteratura inglese che vale la pena di ascoltare.
I brani scelti si alternano al racconto dei raccordi necessari per rendere conto della trama del romanzo.

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